#59

Oggi su The Oslo Review – sito di informazioni sulle cose – si parla di libri. Libri importanti che contribuiscono al progresso dell’umanità, libri insulsi, inutili e pretenziosi, e libri medi che sono un po’ entrambe le cose.
Ah, i libri! Chi di noi non ne ha visto almeno uno nella propria vita? Grande passione per certe persone, incredibile seccatura per moltissime altre, nulla di cui valga la pena occuparsi per la stragrande maggioranza. Ma un po’ per tutti i libri restano una cosa con cui confrontarsi per capire se stessi e la realtà che ci circonda.
Vediamo un po’ a cosa servono i libri nell’epoca della inter-rete “Internet” che connette le persone dal Borneo ai castelli della Loira, dalle caverne piene di lattine e bottiglie vuote dei Maori alle stanze-armadio delle ragazze di Beverly Hills. «Madonna che sfraccamento di palle» è lo spiritoso commento di un’anziana bene incontrata tra gli scaffali pieni di volumi dell’Autogrill, mentre la sua nipotina riccioli d’oro ci racconta che «C’ha ragione mi’ nonna, du’ palle.»
È difficile fare il punto sulla “questione libri” perché essi sono tantissimi e pieni di storie molto diverse, pertanto non è possibile riassumerli per farli entrare in un articolo di approfondimento come questo. Tuttavia, chiedendo in giro alle persone, abbiamo capito che i libri normali toccano temi scottanti e di grande attualità: il lavoro, le donne, il lavoro delle donne, gli stranieri (soprattutto donne), la malavita (le donne coraggio che la subiscono e a volte la combattono e sconfiggono) e il Papa. I libri che parlano d’altro non sono visti dalle persone della società come veri e propri libri bensì, per dirla con un noto edicolante cardiopatico, come «pipponi intellettuali del cazzo» o come «robe incomprensibili». Molti operatori culturali, tra i quali numerosissimi impegnati nella professione di “editore di libri”, vedono questi libri non socialmente impegnati come “eretici”, “fascisti”, “spazzatura che non vende”. E per la legge dei grandi numeri, visto che la maggior parte delle persone la pensa così significa che è vero.
Per le vostre giornate meno produttive, quelle in cui proprio non sapete cosa farvene della vostra vita, vi consigliamo il romanzo d’esordio di un autore lucano, la storia struggente di Tapyra, un’atleta maghrebina priva di arti che, a bordo di una zattera di carta, arriva piena di speranza nella Germania nazista e si innamora del suo carnefice ariano, da cui avrà sette figli, ognuno col nome di una spezia. In appendice tutte le ricette di Tapyra e un buono sconto di €4 per acquistare le confetture biodinamiche di Eataly.
Buona Cultura a tutti!

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5 thoughts on “#59

  1. Non credo sia giusto parlare per sentito dire e quindi, poiché non ho mai visto un libro, non me la sento di commentare questo interessante articolo a cuor sereno. Grazie comunque dell’approfondimento sull’interessante oggetto: mi ha scatenato la voglia di vederne almeno uno. Spero solo di saperlo riconoscere quando l’incontrerò: ho notato, con rammarico, che non avete abbondato in descrizioni fisiche e questo mi provoca una certa ansietà, poiché gli appuntamenti al buio sono sempre un po’ imbarazzanti.
    Sia come sia, mi piacerebbe incontrare un libro sul Papa: non ho mai incontrato un Papa e, in questi tempi così frettolosi, sarebbe bello e utile poter prendere due piccioni con una fava.
    Ancora grazie per la vostra puntuale presenza intellettuale nel mondo delle cose.

  2. Io ho scritto più di una volta Papa su un foglio di carta, non so se questo può definirsi libro, se così fosse posso mettere a disposizione gratuitamente il foglio. Fatemi sapere, sono ansioso di sapere se sono uno scrittore.

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