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Fumare è un argomento molto controverso. Chi lo fa per passione, chi per vizio, chi per atteggiarsi a buon mercato, chi per mettersi alla prova con sfide mortali. La nascita della nuova e per certi versi rivoluzionaria “nogaretta” pone i fumatori davanti a un grande dilemma: continuare a fumare nonostante l’unanime condanna della società civile oppure smettere allineandosi al pensiero della maggior parte della gente (tra cui medici, suore, bambini virtuosi e animali privi di pollice opponibile)?
La “nogaretta” è un oggetto particolare che si propone come antagonista dell’antica sigaretta; completamente nera e con una quantità di tabacco inferiore rispetto alla media (fonti Ocse), è modellata in maniera tale che a ogni espirazione il fumo formi eloquenti parole-chiave quali: “morte”, “necrosi”, “basta”, e così via. In pratica, il fumatore condannerà se stesso davanti alla gente producendo ben visibile autocritica con lo stesso strumento del suo vizio.
I molti fumatori presenti tra le persone sono rimasti in un primo momento colpiti dalla trovata, ma sembra che poi abbiano accettato la cosa: non di rado, infatti, si incontrano piccoli gruppi di fumatori dai quali emergono discrete quantità di parole “forti” che indicano inequivocabilmente l’utilizzo di “nogarette”. La scelta di marketing dei produttori si sta dunque rivelando vincente.
La questione sta dividendo la gente, tanto che anche qui alla The Oslo Review (sito di informazioni sulle cose) ci stiamo interrogando sull’eventualità di un sondaggio.
Il Ministero si è mostrato soddisfatto del lancio delle “nogarette” che, dicono, «presto saranno le uniche sigarette in commercio e verranno vendute anche sfuse». I non fumatori sono convinti che questa idea del fumetto sia più efficace delle vecchie scritte sui pacchetti. Un quindicenne con i capelli lunghi ha infatti dichiarato: «Questa idea del fumetto è più efficace delle vecchie scritte sui pacchetti.»
Noi consigliamo naturalmente di provare la “nogaretta” per farvi un’idea di cosa significhi essere minacciati di morte da un oggetto, a meno che non apparteniate ai cosiddetti “non fumatori”, nel qual caso non vi consigliamo nulla.

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