#44

Piccoli, grandi eroi di tutti i giorni. Quanti ne conosciamo? Quanti ne incrociamo per la strada senza neanche degnarli di uno sguardo? Quanti azzanniamo ferocemente perché ci hanno urtato col gomito? Sono tantissimi, e circolano invisibili tra noi comuni mortali presi dal tran tran quotidiano.
Pensiamo a chi ogni giorno si alza alle 7.30, si lava i denti, si veste e va alla fermata dell’autobus dove l’attesa supera i dieci minuti. E noi cosa facciamo per loro? Li consideriamo dei falliti perché prendono l’autobus, e gli rubiamo il posto a sedere per vendetta mostrandogli il dito medio. Ma loro sono degli eroi, e meriterebbero rispetto.
Pensiamo a chi ogni giorno prende l’automobile e si immette nel traffico per andare in ufficio. Spesso e volentieri gli ingorghi sono così intensi che fanno arrivare questi eroi già stanchi sul posto di lavoro. Eppure loro continuano imperterriti e mettono firme sui documenti, appongono timbri, smistano pratiche, parlano cordialmente con colleghi che molto spesso odiano. Sono loro gli eroi dei nostri tempi, e noi gli diciamo “vaffanculo” con le vene che ci gonfiano il collo solo perché i computer hanno perso la nostra documentazione. Non è giusto.
Ma pensiamo anche ai tanti, tantissimi eroi che ci danno le cibarie, le bevande che consumiamo calde o fredde in lussuosi appartamenti dotati di riscaldamento centralizzato, pensiamo a quegli eroi di tutti i giorni che alla cassa ci porgono una busta carica di ogni ben di Dio e in cambio desiderano solo pochi spicci e un sorriso. E noi cosa facciamo? Non li guardiamo nemmeno nei loro splendidi occhi blu come il mare. No, controlliamo lo scontrino per vedere se ci hanno “fregato”, se hanno battuto uno yogurt Vitasnella in più, e pensiamo che sono degli sporchi ladri.
Ma loro, proprio loro sono i veri eroi di questa società, sono quelli che ci permettono di dormire sereni nelle nostre lenzuola di seta, quelli che ci fanno un timido sorriso mentre ci puliscono il parabrezza al distributore di benzina con le loro tute macchiate di grasso (e noi, ingrati, pensiamo “quasi due euro al litro, ‘sti pezzi di merda”), quelli che ci dicono buongiorno mentre portiamo la spazzatura ai cassonetti e che noi ricambiamo grattandoci le palle.
Se vogliamo davvero rendere questo mondo un posto migliore, non sarebbe una cattiva idea cominciare proprio con gli eroi di tutti i giorni che affollano le nostre strade. Facciamogli un sorriso, un occhiolino, diciamogli “anche tu sei un vincente”, abbracciamoli e comunichiamogli la nostra gratitudine, comportiamoci anche noi da eroi. Perché c’è un eroe dentro ognuno di noi, basta aprirgli la porta del cuore e quello uscirà.

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