#30

Gentile Lettore,
la Sua è solo una di molte domande relative alla cura delle piante che arrivano quotidianamente alla nostra Redazione. Si gestisce meglio un’ortensia o una gardenia? È più colorato il ciclamino o il gelsomino? La magnolia è troppo profumata?
Queste sono solo alcune delle domande che la gente si pone quando decide di popolare il proprio terrazzino affacciato su una giungla di cemento. La frequenza con cui si innaffia è importante perché spesso il lavoro e gli impegni non permettono di essere costanti (elemento indispensabile per il giardinaggio), ed è anche molto probabile che ci si dimentichi di farlo, a meno che non si abbia un/una partner casalingo/a o che si sia dei disoccupati o molto indolenti.
“Ci sono giorni che non ho davvero voglia di fare un cazzo di niente quindi sto a casa a grattarmi,” ci ha confessato col sorriso birichino una signora nella sala d’attesa del dermatologo.
Nella maggior parte dei negozi che vendono piante la crisi sembra solo un’ombra; il mercato dei fiori non ha risentito degli alti e bassi delle Borse (NASDAQ e MIBTEL vi dicono qualcosa?), e la gente continua imperterrita a scatenare vere e proprie guerre di balcone a suon di begonie e di violette.
Una gentile signora di circa ottant’anni ci ha riferito che per lei è importante scegliere piante che si possano sfruttare anche per fini culinari: “Il rosmarino ha un buon odore, e d’estate tiene lontane le zanzare. Io lo metto sempre sulle patate ma a volte anche sulla pasta.”
Emblematico il caso della coppia non sposata che cercò disperatamente di far crescere una sequoia nel giardino pensile di via Mario Broglio, terminato con l’intervento dei vigili del fuoco.
Terrazzi, balconi, ma anche piccole verande affacciate all’interno dei palazzi; si possono vedere dei gelsomini sbucare accanto all’ingresso di un seminterrato. “A noi è sempre piaciuta la magnolia, ci sembra di avere un piccolo giardino cresciuto nel cemento,” pare che qualcuno abbia detto ieri.
Dunque, per rispondere infine alla Sua domanda, gentile Lettore, la scelta ideale per il suo monolocale seminterrato nell’estrema periferia è sicuramente un vasetto di basilico. Se dovesse morire, come spesso capita alle forme di vita, potrà procurarsi una nuova piantina al supermercato o da Ikea. Tra l’altro per una spassosa coincidenza “basilico” in svedese si dice “basilika”.

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